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autore del post Oliviero Beha
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Questo è uno spazio dedicato alle associazioni culturali che resistono all'avanzata dei "Nuovi mostri", una rete per promuovere riflessioni sullo stato del Paese, per tenere insieme partigiani di valori scomparsi.
contributo inviato da Oliviero Beha il 27 dicembre 2010
Lettera "multipiano" da Babbo Natale
E’ vero, di solito le letterine si mandano “a” Babbo Natale, ma questa volta è lui che cava dalla sua gerla imbiancata oppure no qualche spunto dall’attualità. Profittando del fatto che non ci saranno giornali per due giorni e forse la renna di internet lavorerà di più. Per risparmiare tempo riassumo destinatari e succo (buono e cattivo) delle sue letterine.
 

Agli studenti. Perché raccogliendo un’onda più lunga di quello che si voglia riconoscere, stanno dando dimostrazione di vitalità e intelligenza, reagendo dalla strada e dalla Piazza al disagio ormai di due generazioni. Il rinnovamento parte dal basso e dai giovani, come è giusto che sia in qualunque paese men che civile, il resto è palude sotto gli occhi di tutti. Forza Edipo, se Laio è quella roba lì.

 
Al governo, al Parlamento, alla maggioranza, all’opposizione. Mentre gli studenti sfilavano il Senato dimostrava tutta la sua inadeguatezza e ci diceva che se gli studenti studiassero come hanno studiato coloro che dalla Mauro in poi si sono esibiti per far approvare la legge Gelmini, sarebbero dei perfetti analfabeti. Se lo sono lo stesso, quelli che lo sono, è intanto perché dall’alto arrivano questi esempi. Dico di parlamentari pregiudicati, inquisiti, cialtroni, incapaci, ignoranti. Non tutti, ma questa situazione sembra star bene a tutti oppure sta bene alla destra contro la sinistra e viceversa. Non vedo parlamentari singoli disgustati dichiaratamente dall’andazzo di cui oggettivamente fanno parte. Opposizione compresa.
 

Ai media che adesso appoggiano gli studenti, poco in tv e abbastanza su alcuni giornali e radio
. Se lo stato delle cose è questo, se la crisi dilaga non solo economicamente, se il mercato dello studio e del lavoro è un formaggio groviera, dipende tanto anche dal sistema mediatico che non ha fatto in questi anni il suo dovere e ha sempre e quasi esclusivamente servito interessi “altri”: interessi di editori che oggi cavalcano gli studenti non perché interessi loro minimamente il precipizio di un ventenne bensì il vantaggio politico, cioè di affari (essendo la politica oggi solo affari), di una parte sull’altra. La filosofia-che parolone- dietro a tutto ciò è la stessa. Il loro profitto. Quindi ben svegliati, amici columnist, ma in odore di correità con quella politica e quell’economia da cui dipendete.
 

Alla politica che attacca la magistratura. Cioè Berlusconi? Quello è ormai e da sempre un classico, non si vuol far giudicare né processare da nessuno specie quando torme di “toghe rosse” bussano alla sua porta. Se però gli dessero ragione, il colore delle toghe cambierebbe istantaneamente. Ma Berlusconi non fa più quasi notizia, sarebbe una notizia che decidesse di “normalizzare” la sua posizione processuale facendo quello che dovrebbe fare chiunque, cioè presentarsi in tribunale. Invece è notizia freschissima, da Wikileaks che fa quello che dovrebbero fare i giornali che invece dissentono dall’ormai famosissimo sito “perché non è vero giornalismo, non c’è filtro” (e grazie al loro filtro si è visto come siamo finiti…), quella che riguarda D’Alema. Sosteneva nel 2008 - e lo trovate qui accanto - che la “magistratura minaccia lo Stato”. Ma è lo stesso D’Alema coinvolto in quella brutta storia delle scalate bancarie incrociate che è costata al gip Clementina Forleo la carriera e la salute ? Quella storia delle intercettazioni con lui, Fassino e Latorre cinque anni fa, sulla “scena del crimine” ? E allora certo che la magistratura fa paura. D’Alema che è uomo così valente a cui tutta la sinistra deve tanto, e anche la destra, poteva almeno spingersi a dire che il rischio veniva-che so- dalle “toghe iridate”. Invece non ha menzionato colori. Quanto all’intelligenza in politica, leggete qui.
 

Al cane Chaser, un Border Collie americano, del South Carolina. In tre anni due ricercatori gli hanno insegnato i nomi di 1022 giocattoli e ora lui li riconosce, a uno a uno. Senza sbagliare. Un cane genio, dicono. Forse i parametri con il paragrafo di cui sopra per la genialità andrebbero unificati per i politici…parola di Babbo Natale.
 

A Enzo Bearzot, appena scomparso. Un friulano per bene, che di colpo ha fatto tornare alla mente il Mundial vinto in Spagna nel 1982. Era un serio Ct, e un uomo onesto. Questo non toglie che venga pubblicamente ricordato soprattutto per il trionfo spagnolo, nato purtroppo sulle ceneri di un inghippo, un inciucio, un “caso”, quello di Italia-Camerun, che tutti hanno rimosso, allora come oggi. Eppure la galantomeria di Enzo e un Mundial “arrangiato” fuori campo non sono incompatibili, almeno per chi sa un po’ di calcio e qualcosa di umanità.
 

Infine all’Inter di Moratti. Caccia a colpi di milioni Benitez, che si è messo in condizione di farsi cacciare dopo esser stato trattato come un intruso. E così facendo il figlio di Angelo e del petrolio sembra dire ai tanti interisti che hanno goduto giustamente degli ultimi anni trionfali in patria e ora anche in Europa e sul pianeta: ragazzi, abbiamo scherzato, ora si ricomincia con le figurine, come prima di Calciopoli, a rosicare. Mentre il Berlusca, sprecato a Palazzo Chigi e invece un genio assoluto (come e più di Chaser) a Milanello, gongola.
Buon Natale.
 

da Tiscali notizie, Indietro Savoia 
24 dicembre 2010

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